Mappare la realtà operativa
Rilevare il workflow reale prima di progettare quello ideale, includendo strumenti legacy, scorciatoie umane, eccezioni e percorsi decisionali nascosti.
Independent R&DMetodo
Il metodo KRD parte dall’individuazione della struttura nascosta nel caos produttivo: attori, stati, artefatti, decisioni, riferimenti temporali, vincoli, eccezioni e punti in cui il controllo umano resta necessario.
Rilevare il workflow reale prima di progettare quello ideale, includendo strumenti legacy, scorciatoie umane, eccezioni e percorsi decisionali nascosti.
Scegliere la struttura portante: timeline, grafo, fascicolo, pacchetto di contesto, genealogia degli asset o macchina a stati della produzione.
Collegare gli strumenti tramite adapter essenziali e reversibili, evitando di sostituire prematuramente le piattaforme.
Fornire agli operatori interfacce che mostrino lo stato, consentano correzioni e mantengano la verificabilità delle operazioni.
Provare i sistemi con vincoli reali, non nelle condizioni ideali di una demo. Il software di produzione deve reggere dati di ingresso imperfetti.