Metodo

Dalla conoscenza instabile ai sistemi eseguibili.

Il metodo KRD parte dall’individuazione della struttura nascosta nel caos produttivo: attori, stati, artefatti, decisioni, riferimenti temporali, vincoli, eccezioni e punti in cui il controllo umano resta necessario.

01

Mappare la realtà operativa

Rilevare il workflow reale prima di progettare quello ideale, includendo strumenti legacy, scorciatoie umane, eccezioni e percorsi decisionali nascosti.

02

Definire la struttura portante

Scegliere la struttura portante: timeline, grafo, fascicolo, pacchetto di contesto, genealogia degli asset o macchina a stati della produzione.

03

Costruire gli adapter

Collegare gli strumenti tramite adapter essenziali e reversibili, evitando di sostituire prematuramente le piattaforme.

04

Rendere accessibili i controlli

Fornire agli operatori interfacce che mostrino lo stato, consentano correzioni e mantengano la verificabilità delle operazioni.

05

Iterare sotto pressione

Provare i sistemi con vincoli reali, non nelle condizioni ideali di una demo. Il software di produzione deve reggere dati di ingresso imperfetti.